Weather Report * I Sing The Body Electric (1971)

Written by Nicola M. Spagnoli. Posted in Arte in copertina, RUBRICHE

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Published on aprile 03, 2013 with No Comments

Weather Report, il “bollettino meteorologico” più famoso del mondo, almeno per tutti gli anni ’70. Naturalmente in campo musicale. Nato da una costola dell’ensemble di Miles Davis, quello elettrico di In A Silent Way (1969) e soprattutto di Bitches Brew (1970) fu, per i primi album, un gruppo-laboratorio decisamente di avanguardia e sperimentale.

Dalla stessa fucina altri collaboratori di Davis fecero di lì a poco praticamente tutta la storia del jazz-rock, ma è ai Weather che si deve il via, subito seguiti dai lavori dell’indimenticato grande chitarrista John McLaughlin e poi dal batterista Tony Williams nonché dai pianisti Herbie Hancock e Chick Corea che ebbero una luminosa e lunga carriera, ancor oggi di qualità. Manca all’appello Jimi Hendrix e chissà cosa ne sarebbe uscito fuori se la prevista collaborazione con il divino trombettista si fosse realizzata! Due dei musicisti che suonarono nei sunnominati, storici, dischi “davisiani” decisero quindi, nel 1971, di dar vita ad un loro gruppo facendo uscire un celebrale e sofisticatissimo omonimo album dalla spaziale e movimentata copertina chiamato semplicemente Weather Report (foto 1). Un disco delicato e sperimentale dominato dal sax soprano di Whayne Shorter e dal liquido pianismo di Joe Zawinul a partire dalla dolcissima Morning Lake in cui giocano a ricorrersi il sax e il basso senza un melodia precisa ma con voci misteriose che poi avranno il loro epilogo (un po’ commerciale!) in Nubian Dance da Mysterius Traveller di un paio di anni dopo. Notevole, sempre in questo album, il fascino pianistico di Milky Way.

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