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Ugolino * Intervista

Written by Vito Vita. Posted in Interviste

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Published on giugno 01, 2013 with No Comments

Cantautore originale, eclettico ma anche riflessivo nel mettere a nudo i mali della società e della quotidianità, Ugolino, il cui vero nome è Guido Lamberti, è nato a Paola, in provincia di Cosenza nel 1940. Conobbe il grande successo con

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Ma che bella giornata, pubblicato dalla RCA. Il suo filone scanzonato e per certi versi demodé lo posero all’attenzione del pubblico per diversi anni soprattutto nella seconda metà degli anni ’60. Ascoltiamo la sua storia attraverso questa intervista che l’artista ci ha gentilmente concesso.

Cominciamo dall’inizio…
Sono nato in Calabria, ma a quattro anni ero già a Genova, per cui di fatto sono genovese… A quattro anni ho perso la mamma, di parto. C’era la guerra, quindi sono rimasto con mio padre, così ci siamo trasferiti a Genova. Praticamente sono cresciuto passando da un collegio all’altro.
Come ti sei avvicinato alla musica?
Ho sempre avuto la passione per la musica, anche se all’inizio mi interessava la scrittura. Il mio obiettivo era diventare un autore, per cui avevo iniziato a scrivere delle cose insieme ad un amico musicista, Pino Cappelletti, che era già un po’ dentro l’ambiente, aveva anche suonato nell’Orchestra della Rai durante il Festival di Sanremo, e con molti musicisti, anche con Jannacci. Aveva scritto Tu sei quello per Orietta Berti, canzoni per Carla Boni ed altri cantanti di allora….quindi fu con lui che preparammo alcune canzoni che poi abbiamo fatto ascoltare a Mariano Detto, ed è stato proprio Mariano a spingermi a cantare, in realtà io neanche ci pensavo.
Ma prima di incontrare Detto Mariano non avevi già inciso un disco come Le scoperte di Guido in cui cantavi?
Sì, ma quello era una specie di provino, due cose che avevamo realizzato con Cappelletti per vedere come venivano fuori queste canzoni e per fare ascoltare in giro le cose che facevo; poi Pino ha voluto farci un disco e l’ha pubblicato con una piccola etichetta, ma è stata una cosa né curata né seguita più di tanto da me, per cui il mio vero inizio coincide con l’incontro con Mariano e quindi con Ma che bella giornata.

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