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Francesco Di Bella

Written by Antonio Sciotti. Posted in Interviste

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Published on febbraio 28, 2014 with No Comments

Inizia dalla seconda metà del 2011 la nuova avventura musicale di Francesco Di Bella quando, con l’amico chitarrista Alfonso Bruno, comincia ad esibirsi in piccoli club, proponendo durante le performance, le canzoni dei 24 Grana da lui composte in una nuova veste confidenziale, una nuova dimensione intimistica e con arrangiamenti nudi, ma non per forza crudi.

L’idea di Ballads si evolve, le esibizioni si moltiplicano e, così, nel 2013, decide di abbandonare la musica dub e alternative-rock ed arriva il primo album da solista Francesco Di Bella & Ballads Cafè con un organico che comprende Daniele Sinigallia (anche produttore artistico dell’album), Alfonso Bruno, Andrea Pesce, Alessandro Innaro, Cristiano De Fabritiis e Marjorie Biondo. Con il nuovo disco, Di Bella prosegue il percorso per conto proprio ma al tempo stesso non abbandona nulla di quello che si è lasciato alle spalle. Anzi, con i Ballads Cafè, riveste con abiti più sottili, e forse anche più penetranti, episodi che sono rimasti impressi nella memoria del pubblico dei 24 Grana. La scelta è quella di rendere più evidente l’aspetto melodico delle sue canzoni, quali Introdub, La costanza, L’alba, Carcere, Accireme, Luntano, Kevlar, Vesto sempre uguale, Resto acciso, Canto pe’ nun suffrì, come se fossero state pensate per essere sempre e comunque suonate così, ovvero in maniera diretta.

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