L’incomunicabilità moderna secondo Umberto Maria Giardini

Il suono e le sue nebulose. Quel rock d’autore che cerca spazi aperti dentro questo nuovo disco

di Paolo Tocco

Eccolo Olimpo Diverso, un ritorno di scena per una delle penne più raffinate dell’indie rock d’autore contemporaneo. Quella voce sottile che da sola serve a farmi veleggiare dentro scenari distopici. Quel suono che fluttua, fatto di distorsioni e soluzioni che, alla fin fine, sembra non cercarla mai una risoluzione, ma piuttosto sceglie i “finali aperti”. Umberto Maria Giardini ormai lo conosco “da vicino” perché a consumare i suoi dischi si finisce per inciampare nel suo intimo modo di stare al mondo. E forse, questo nuovo disco mi arriva come il suo lavoro più vicino a lui come uomo, un suo manifesto sociale dove ogni cosa è istantanea di un tempo oscuro dentro cui l’incomunicabilità regna sovrana. E sono liriche da leggere e ascoltare armati di sensibilità e attenzione. 

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Fernando Fratarcangeli

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