Un manifesto umano contro l’omologazione
Intervista di Paolo Tocco
Potente, profondamente umano. Come le due tenaglie in copertina: l’artigianato vero di un mestiere antico che diviene incontro e diviene pura emozione. Bungaro torna e lo fa con un disco pieno di Fuoco sacro.
Sacralità. Umanità. Pienezza. Fragilità. Emozionarsi per davvero chiedendo umilmente spazio per esistere. Un vero manifesto contro l’omologazione, contro l’appiattimento del sentire degli uomini. E tanti i grandi nomi che incontreremo a corona del suono e della forma, da Chico Buarque a Paolo Fresu, da Jovanotti a Omar Sosa e tantissimi altri… Non so bene quali altre parole scegliere per fotografare la potentissima sintesi pop d’autore che regna sovrana nel nuovo disco di Bungaro dal titolo Fuoco sacro. Mi capita raramente di incontrare lavori che somigliano in tutto e per tutto all’anima che li ha generati. Succede oggi: ascoltare queste canzoni mi porta davvero dentro il sentire privato di un uomo che non ha mai smesso di dar peso e spazio ai propri sogni di ragazzo. Ascoltare queste canzoni mi ha consegnato le risposte alle domande che nascevano dentro. E così trovo da me la ragione nel ritrovare, a chiusa del disco, una rinnovata versione di Guardastelle… insomma: penso sia questo il più bel disco di Bungaro. Prendetevi del tempo per leggere questa intervista…
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