Un delicatissimo manifesto d’amore
Intervista di Paolo Tocco
Sono passati almeno 20 anni dal suo ultimo disco di inediti. Ma la musica, lui, non l’ha mai messa in un cassetto. Ed oggi arriva un nuovo disco di inediti dal titolo Ho vent’anni con te e poi un docufilm, il tour… e l’eterno giro del mondo del Notre Dame de Paris.
Anno Domini MCMXCV: compivo 16 anni, iniziai a suonare la chitarra e Margherita la sapevo fare a memoria. Anno Domini MMXXVI: Marghertia e tutto il suo disco ormai eterno compie 50 anni e lui, Riccardo Cocciante, di candeline ne spegne 80. Torna nei negozi digitali e fisici dopo due decadi di “silenzio” dalle pubblicazioni e lo fa con un disco elegante, semplice, potente nella sua delicatezza: Ho vent’anni con te. Di suo è un titolo manifesto, custodisce canzoni rigorosamente suonate dal vivo in studio come a celebrare ancora una volta quanto la verità di un artigiano sia un vertice indiscutibile dell’arte di fare e di sentirsi dentro la musica… soprattutto in questo tempo di macchine automatiche. E torna anche il blues tra i solchi di questo vinile, perché Riccardo Cocciante è anche questo. E ancora: si intitola Il mio nome è Riccardo Cocciante il primo docufilm sulla sua vita disponibile su RayPlay, da giugno a fine settembre (per ora) sarà in tour e il Notre Dame de Paris che prosegue la sua marcia inarrestabile in tutti i teatri italiani. Insomma: ci fermiamo a chiacchierare io e Riccardo Cocciante: avrei voluto durasse ore… l’occasione è stata ghiotta anche per farmi raccontare la verità su certe canzoni ormai eterne…
Beh innanzitutto sappi che sono abruzzese… e qui rispolveriamo un poco le tue origini…
Eh sì… perché venendo da Saigon, dal Vietnam, mio padre ci ha portato lì a Rocca di Mezzo, dove abbiamo vissuto per un po’ di tempo. Poi siamo venuti a Roma ma ogni estate, per non so, 4-5 anni..
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